Vogliamo cogliere l'occasione per proporvi un esempio di quanto lo studio dei verbi abbia ancora interessanti temi di discussione.
Consideriamo queste due frasi:
- Se avrai studiato bene è probabile che tu sia promossa
- Domani riordinerai la tua stanza
nelle quali rispettivamente il valore epistemico o concessivo e il valore iussivo delle forme verbali sono evidenti.
Le forme verbali avrai studiato e riordinerai, che sono rispettivamente al tempo Futuro e Futuro Anteriore,
non si adattano bene ad una attribuzione al dominio della certezza tipico del Modo Indicativo: se avrai studiato
potrai essere promossa, ma può darsi che tu non studi, così come può darsi che per un qualunque motivo domani non riordinerai
la tua stanza.
Questa semplice considerazione suggerisce di spostare i tempi Futuri, con il loro inevitabile valore di incertezza, a quei Modi che sono
in qualche modo veicolo di modalità.
Oltre a motivi storici (il Futuro sembra infatti essersi evoluto da forme latine modali), anche la lingua parlata
oggi in qualche modo riflette questa caratteristica del Futuro, e usa il Futuro quando l'azione non è del tutto certa:
- cosa fai domani? vado a Roma: dominio della certezza, utilizzo del modo Indicativo, quando siamo ragionevolmente certi che
succederà proprio così, e l'evento contrario sarebbe da considerarsi del tutto eccezionale
- dove farai le vacanze del prossimo anno? andrò a Roma: dominio della volontà, per il quale è più
appropriato il modo Imperativo; infatti molte cose potrebbero succedere da qui ad un anno, e il mio progetto di andare a Roma potrebbe non
essere realizzato
- quando sarò tornato da Roma...: dominio delle ipotesi, per il quale è più appropriato il modo Condizionale,
evidentemente non siamo così certi di tornare da Roma...
- ...inizierò un nuovo lavoro: di nuovo dominio della volontà: sì, voglio iniziare un nuovo lavoro, ma potrebbe
succedere qualche evento che mi potrebbe far cambiare idea.
Vogliamo infine far notare che queste attribuzioni, anche se generalmente condivise, non sono però universalmente accettate e non sono certo le uniche
possibili; alcune grammatiche si tengono a cavallo tra l'impostazione tradizionale e questi nuovi concetti, mantenendo i Futuri nel Modo Indicativo e aggiungono un Tempo Futuro al Modo Imperativo.
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